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I
monumenti del passato prossimo. Valore e Conservazione
della architettura.
Lo scorso 16 dicembre, in
occasione dell’apertura ufficiale del Corso di Laurea in
Ingegneria Edile Architettura della Università Politecnica
delle Marche, si è svolto l'incontro: I
monumenti del passato prossimo. Valore e Conservazione
della architettura, organizzato dal Dipartimento
di Architettura, Rilievo, Disegno, Urbanistica, Storia
(Dardus) della Facoltà di Ingegneria in collaborazione
con O.S.A.
e col patrocinio del Comune di Ancona. Ospite d’onore Leonardo
Benevolo che insieme a Maristella
Casciato, storico dell’architettura e Presidente
del Do.Co.Mo.Mo.
International ha avuto il compito di riflettere su uno dei temi
più discussi e attuali nell’ambito della disciplina.
I lavori sono stati avviati dai saluti ufficiali del Rettore dell'Università
Politecnica delle Marche Prof. Marco
Pacetti, del Direttore del Dipartimento di Architettura,
Rilievo, Disegno, Urbanistica e Storia della facoltà di
Ingegneria Prof. Fausto Pugnaloni,
dell'assessore alla Cultura del Comune di Ancona Antonio
Luccarini e del Soprintendente regionale ai beni
Culturali per le Marche Francesco
Scoppola. Il Prof. Gabriele
Milelli, docente di Storia dell'Architettura nella
stessa facoltà di Ingegneria di Ancona, ha introdotto il
tema ponendo una serie di quesiti: "Che fare dei più
recenti edifici, alcuni dei quali già in abbandono? E'
segnata la sorte dell'edilizia monumentale contemporanea e più
vicina a noi? Come e perché restaurate questi edifici di
architettura recente?”
Temi rilevanti, che hanno subito stimolato l’intervento
di Leonardo Benevolo, nella chiarezza della sua esposizione: "Nei
settant'anni che vanno dalla fondazione della Bauhaus
al crollo del muro di Berlino, abbiamo assistito a un'architettura
indifferente al contesto, all'armonia tra pubblico e privato.
Sarebbe ora che questi edifici - molti dei quali fatiscenti in
quanto innovativi nelle linee, ma costruiti con una tecnologia
dei materiali poco collaudata, quindi ora superata - trovassero
un nuovo equilibrio nell'insieme del contesto, urbano o territoriale
che sia. E poi sarebbe bene lavorare per un'architettura futura
che non abbia bisogno di restauro".
Maristella Casciato ha quindi motivato l'idea di architettura
come memoria "di pietra", fatta di monumenti e di documenti
del passato. "Ma poi siamo noi, in ogni epoca, a dare al
monumento il valore e il significato che la nostra civiltà
vi attribuisce, anche a distanza di secoli". La docente ha
quindi concluso la sua relazione affermando che "La conservazione
dell'architettura, atto dovuto, è anche uno strumento per
interrogare la storia e per imparare a costruire".
Si è quindi sviluppato un vivace dibattito che ha toccato,
anche grazie agli interventi del soprintendente Scoppola, le ragioni
del riuso nel recupero, le ingerenze degli interessi nelle trasformazioni
attuali dei monumenti del passato, gli eccessi del conservatorismo
come dell'innovazione a tutti i costi.
Quindi il prof. Paolo Clini,
docente di Storia dell’Architettura nella stessa facoltà
e vice presidente di O.S.A. ha brevemente presentato al numeroso
pubblico l’Officina
di Storia
dell’Architettura,
illustrando i motivi alla base della sua costituzione e gli ambiziosi
obiettivi culturali che essa si pone.
Al termine ha conferito a Leonardo Benevolo, a nome dell’Associazione,
una targa in segno di riconoscimento per il grande contributo
da lui fornito allo sviluppo della disciplina e alla formazione,
in oltre un cinquantennio, di numerose generazioni di storici
dell’architettura.
Conferendo inoltre a Benevolo la qualifica di socio onorario l’O.S.A.
ha voluto sottolineare la rigorosità dell’impegno
morale, l’onestà e la lucidità intellettuale,
la capacità critica di discernimento, che devono avere
tutti coloro che, pur se forse non ripercorreranno mai la sua
carriera, vogliono con serietà e passione svolgere il duro
ma esaltante compito di storico dell’architettura.
| Officina
di Storia dell'Architettura |
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