Le
Forme del Classico
di Salvatore
Settis

COMUNICATO
A cosa serve, se
ancora serve, lo studio dell’antico? E che cosa significa
“Classico”? E’ una categoria
che riguarda solo il passato o coinvolge ancora la nostra
visione del mondo presente e futuro? E che cosa è
l’architettura classica? Solo una morta eredità
o un concetto che attraversa le epoche e le culture potendo
ancora riguardare il modo di costruire delle nuove e future
generazioni?
Sono solo alcune delle domande a cui
ci aiuterà a rispondere l’incontro con Salvatore
Settis, Direttore della
Scuola Normale uno
dei più autorevoli e prestigiosi storici dell’arte
e autore di un recente libro di grande successo “Futuro
del Classico”
che vuole proprio riflettere sulle
diverse idee di classico che ogni epoca si è costruita
e sulle possibilità che ancora esso riguardi non
solo il passato ma il presente e una visione futura del
mondo. Che esso possa essere una imprescindibile radice
della nostra cultura. Del nostro stesso modo di vivere.
L’incontro con Salvatore Settis è organizzato
all’interno di un ciclo di conferenze proposte dal
corso di Storia dell’Architettura
1 tenuto dal Prof. Paolo
Clini nell’ambito del
secondo anno del corso di laurea di Ingegneria
Edile Architettura dell’Università
Politecnica delle Marche. Ciclo
dedicato ad un’ampia riflessione sul termine e sul
significato di Classico.
Mercoledì 8 giugno 2005, ore 10.30,
Aula Magna Facoltà di Ingegneria, Università
Politecnica delle Marche
SALVATORE
SETTIS è
Professore ordinario di Storia dell’arte e dell’archeologia
classica e Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa
di cui è stato allievo.
E’ stato Visiting Professor in varie università
europee e americane, Preside della Facoltà di Lettere
dell’Università di Pisa e Preside della Classe
di Lettere alla Scuola Normale Superiore.
E’ stato inoltre Direttore del Getty Research Institute
for the History of Art and the Humanities di Los Angeles
dal 1994 al 1999, membro del Comitato Internazionale per
la Salvaguardia della Torre di Pisa e del Consiglio Scientifico
dell’Enciclopedia Italiana.
I suoi interessi di studio e di ricerca riguardano principalmente
la storia dell’arte antica, la storia della tradizione
classica e la storia dell’iconografia e dell’arte
religiosa in Europa dal Medioevo al Seicento. Ambiti nei
quali è considerato uno dei maggiori esperti a livello
mondiale.
Tra le accademie di appartenenza si segnalano: Accademia
dei Lincei, Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften,
Académie Royale de Belgique, Academia Europaea e
American Academy of Arts and Sciences.
Tra le pubblicazioni più significative si ricordano:
La «Tempesta» interpretata: Giorgione, i
committenti, il soggetto (1978); La Colonna Traiana
(1988); Laocoonte. Fama e stile (1999).
In particolare “La Tempesta” Pubblicato
nel 1978 per i tipi della Einaudi, è stato piú
volte ristampato e tradotto in sei lingue, diventando ed
essendo ancora oggi un riferimento obbligato nel dibattito
sui metodi della storia dell'arte.
E' stato inoltre curatore di alcune opere collettive, fra
cui la monumentale «Memoria dell'antico nell'arte
italiana», vol. I-III (Torino, Einaudi, 1984-86)
e i primi due volumi della «Storia della Calabria»
(Roma-Reggio Calabria, Gangemi editore).
Grande diffusione ha avuto il suo recente libro (Einaudi
2004) “Futuro del Classico”.
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