FUTURO DEL NOVECENTO

IL PALAZZO DELL’ECONOMIA CORPORATIVA DI PESARO

 

 

Comunicato Stampa

 

 

 

 

Il Palazzo dell’Economia Corporativa di Pesaro. Razionalismo e monumentalismo nella architettura pubblica tra le due guerre: questo il tema centrale dell’evento, che va sotto il titolo “Futuro del Novecento”, organizzato per le prime settimane del mese di Novembre a Pesaro dal D.A.R.D.U.S., Dipartimento di Architettura, Rilievo, Disegno, Urbanistica e Storia della Facoltà di Ingegneria di Ancona, Università Politecnica delle Marche, unitamente alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Provincia di Pesaro e Urbino, al Lions Club Della Rovere di Pesaro e all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori della Provincia di Pesaro e Urbino.

La manifestazione, che si è avvalsa tra gli altri della collaborazione del Comune di Pesaro, si articolerà in una mostra che resterà aperta alla Chiesa di S. Maria Maddalena a Pesaro dal 5 al 20 Novembre, tutti i giorni con orario di apertura dalle 17 alle 20, e in un convegno ospitato nella Sala Auditorium di Palazzo Montani Antaldi, nella mattinata di mercoledì 9 Novembre.

L’occasione sarà propizia per far conoscere e riscoprire un “nuovo monumento” della città di Pesaro ai più forse sconosciuto nelle sue valenze artistico architettoniche, oggi sede della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino. Edificio che aprirà le sue porte nella giornata di sabato 5 Novembre, per la conferenza stampa, l’incontro di presentazione dell’iniziativa e una visita ai suoi interni.

La manifestazione “Futuro del Novecento” costituisce la conclusione di anni di studio sul Palazzo dell’Economia Corporativa, virtuoso esempio dell’architettura razionalista nelle Marche, nonché una opportunità per il Dipartimento D.A.R.D.U.S. di presentare alcuni risultati delle ricerche sull’architettura del ‘900, poste in essere in particolare sul territorio della nostra regione.

Convegno e mostra si propongono di condurre alla comprensione di un edificio come quello oggetto di studio in maniera articolata ed interdisciplinare: muovendo da un quadro di riferimento nazionale sull’architettura di regime, dai presupposti politici e dalle immediate ricadute della gestione urbanistica delle aree, per passare alle vicende progettuali e costruttive, con una conclusione che guardi alle possibilità di conservazione e recupero.

Il Palazzo dell’Economia Corporativa che, come già ricordato, ospita dall’immediato dopoguerra la sede della Camera di Commercio, costruito a Pesaro nel 1936, su progetto vincitore del concorso degli architetti  Mario Paniconi e Giulio Pediconi, è un esempio di quel Razionalismo Mediterraneo, che tanta fortuna ebbe per gli edifici pubblici negli anni tra le due guerre, ma anche nei decenni successivi.

Del dibattito architettonico nazionale tra tradizione e modernità l’edificio riassume i caratteri, scegliendo la via della “medietà” e, grazie all’esito concorsuale, porta anche nella provincia pesarese echi dello stile internazionale che, con tanta fatica, i giovani architetti dell’epoca cercavano di affermare sul lessico di regime. I valori stilistici e formali caratterizzanti l’edificio sono l’abbinamento della cortina paramano in laterizio con le cornici e il rivestimento in travertino, trattato spesso in maniera scultorea, data la collaborazione del gruppo di progettazione con Oddo Aliventi, e una particolare cura nella realizzazione del particolare, con esiti tali da definire una sorta di poetica del dettaglio.

Una riflessione sulla salvaguardia dei monumenti del passato prossimo appare come una immancabile conclusione: il patrimonio degli edifici del ‘900 che è stato restituito ai contemporanei, molto spesso ignorato,  risulta quantitativamente e qualitativamente importante, anche nella nostra regione come dimostra la qualità del Palazzo dell’Economia Corporativa di Pesaro.

Inoltre, alla luce del valore formale e documentale dell’edificio, nell’incontro si cercherà di indicare una via per la salvaguardia e la conservazione del Palazzo dell’Economia Corporativa, senza incorrere nella sua musealizzazione. Le proposte per un restauro, confluite anche in parte nella mostra, mostrano la possibilità di adeguare gli edifici dell’architettura moderna alle norme e alle necessità dei loro attuali fruitori, coniugando la rifunzionalizzazione ed il restauro.