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Rinascimento
franco-italiano
Cremona, 9 - 28 ottobre,
Mantova,
2 - 13
novembre 2005


"Una
mostra di architettura per analizzare i rapporti tra i Dattaro,
Serlio e Du Creceau"
Di Vittoriano
Zanolli
"Dalla
grande sala del Musée
National de la Renaissance di Ecouen, alle porte di
Parigi, all'ex chiesa di San Vitale
a Cremona. E' il percorso della mostra
curata dallo studioso cremonese Alberto
Faliva sui rapporti tra gli architetti Serlio,
Du Cerceau e i Dattaro
che si inaugura sabato prossimo alle 18 nel Centro culturale San
Vitale e che sarà aperta al pubblico da domenica 9 a venerdì
28 ottobre. Poi questa esposizione approderà a Mantova,
nella Casa del Mantegna , dove rimarrà dal 2 al 13 novembre.
Attraverso questa mostra, Faliva
ha illustrato le scoperte inedite riguardanti il Rinascimento
italo-francese. Ha focalizzato l'attenzione sui rapporti esistenti
tra il bolognese Sebastiano Serlio,
il francese Jacques Androuet Du Cerceau
e i cremonesi Francesco e Giuseppe
Dattaro. Si tratta di studi già pubblicati dallo
stesso Faliva in un libro pubblicato lo scorso anno. La mostra
parte da alcune valutazioni sull'architettura cremonese, in particolare
sulla facciata della chiesa di San Pietro al Po.
L'opera, realizzata a partire
dalla seconda metà del XVI secolo da Francesco Dattaro,
trae ispirazione da studi di Sebastiano Serlio. E' interessante
notare che molti altri edifici coevi a questa chiesa, ma concepiti
da Dattaro nella prima metà del Cinquecento, risultano
debitori delle invenzioni che Serlio propone nella metà
del secolo, quando si trova in Francia
sotto la protezione di Margherita di Navarra,
sorella di Francesco I re di Francia.
Faliva si riferisce alla facciata della chiesa di Sant'Abbondio
che rievoca quella di uno dei Tempi bislunghi del Quinto Libro
di Serlio, al palazzo Barbò, che rievoca il padiglione
del VI Libro di Serlio, oltre al Palazzo Affaitati di Grumello
Cremonese che fa riferimento al Progetto XV per la campagna dello
stesso Libro VI. Ma soprattutto Faliva si riferisce alla corte
interna del Palazzo Affaitati che rimanda all'altro Tempio Bislungo
di Serlio. E' la prima volta, in assoluto, che si getta nuova
luce sulla vita di Sebastiano Serlio, bolognese.
E Cremona, spiega Faliva, merita
una mostra dedicata all'architetto più celebre del Rinascimento,
visto che i suoi allievi più interessanti sono cremonesi.
E' stata scoperta l'esistenza di discepoli di Sebastiano Serlio
attivi nella sua cerchia del Grand Ferrare, la residenza del cardinale
Ippolito d'Este in Fontainebleau,
presso la quale Serlio viveva. Questi allievi cremonesi conoscono
persino le opere di un altro trattatista francese, Jacques Androuet
Du Cerceau. Insomma, per la prima volta l'Italia scopre di avere
copiato, nel periodo del suo massimo splendore artistico, dalla
Francia. «Apprendiamo che i pittori Campi
sono subordinati, nelle decisioni di disegno e di cantiere, agli
architetti Dattaro; sino ad oggi, dal 1985, si era creduto il
contrario ? spiega ancora Faliva ?. Ma si scopre anche che esiste
una brigata di artisti cremonesi capaci di suggerire le forme
del castello che segna l'arrivo del Rinascimento in Francia, cioè
le Chateau de Madrid al Bois de Boulogne, residenza di caccia
di Francesco I re di Francia. Quello cremonese è un allestimento
profondamente diverso da quello parigino. «Abbiamo pensato
di esporre i modelli in legno realizzati da Ivan
Simonato, un collaboratore del Centro
Palladio di Vicenza delle opere
cremonesi, che rimandano ai libri inediti di Serlio, parallelamente
agli ingrandimenti delle tavole dello stesso Serlio» spiega
Faliva. La parte strutturale è stata curata dalla ditta
Artigiani
del Ferro di Cremona. Preziosi consigli sono arrivati
dagli architetti della Gregotti
Associati di Milano, come Massimo
Corsico, colleghi di Faliva. La musica di sottofondo, rinascimentale,
è stata eseguita appositamente da Lisa
Navach."
Tratto da: "La
Provincia di Cremona - 05.10.2005"
Fonte:
Europaconcorsi
Altri
articoli:
Una
mostra parigina, un percorso di studi -
Il Piccolo, 25.06.2005
I Dattaro in mostra ad
Ecouen - La Provincia, 29.04.2005
 
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