FEDERICO
GORIO ARCHITETTO
Roma, 19 gennaio - 18 febbraio 2006
Accademia
Nazionale di San Luca
Archivio In-Arch/Cesarch
Dipartimento
di Architettura e Urbanistica facoltà di Ingegneria
– Roma “la
Sapienza”
A cura di Marcello
Rebecchini, Paolo
Cavallari,
Cristiano Tomiselli
Giovedì 19 gennaio
ore 18.00
Palazzo Carpegna - Accademia Nazionale di San Luca
Roma, Piazza dell’Accademia di San Luca, 77
Laureatosi in Ingegneria alla
Sapienza di Roma nel 1938, Federico
Gorio si è sempre confrontato con le tematiche
sociali e culturali del periodo che va dal secondo dopoguerra
agli anni Ottanta. Con le sue opere e i suoi scritti è
entrato da protagonista nel dibattito sui temi e sulle scelte
che hanno caratterizzato l’architettura italiana della seconda
metà del Novecento, in un continuo colloquio con alcuni
fra i principali esponenti del suo tempo, da Ludovico
Quaroni a Mario Ridolfi, da
Giancarlo De Carlo a Mario
Fiorentino.
La figura e l’opera di Gorio
sono tuttavia rimaste a lungo associate al neorealismo architettonico,
a quella tendenza culturale ed artistica che, sviluppatasi dopo
il secondo conflitto mondiale nel cinema, nella letteratura, nelle
arti figurative, caratterizzò per più di un decennio
l’architettura italiana, in particolare della residenza
popolare. I contributi di Gorio agli interventi nei borghi di
La Martella e di Torre Spagnola vicino a Matera,
al quartiere Ina-Casa sorto sulla via Tiburtina a Roma,
agli edifici di edilizia economica e popolare realizzati nel Lazio,
risentono sicuramente di quel clima e di quella tendenza.
In realtà Gorio sviluppò,
all’interno del neorealismo, una sua personale identità,
caratterizzata dalla ricerca di una nuova razionalità del
costruire, lontana dal razionalismo italiano degli anni precedenti
e pervasa invece dall’aspirazione a creare le condizioni
spaziali e abitative per un ritorno alla pacifica e solidale vita
del borgo. La sua ricerca lo portò al risultato più
noto e apprezzato, il quartiere di via Cavedone a Bologna
della fine degli anni Cinquanta, dove riuscì a superare
ogni residuo populista, facendosi assertore di un’urbanistica
e un’architettura fondate su profondi contenuti etici e
sociali come anche sul rigore della tecnica.
Negli anni successivi, quando
il panorama architettonico italiano e internazionale muterà,
Federico Gorio
coerentemente si terrà lontano da ogni devianza formalistica
e da ogni concessione alle mode, proseguendo nella sua continua
attenzione al buon progettare e al ben costruire.
La mostra delle sue opere all’Accademia
Nazionale di San Luca intende documentare il percorso
rettilineo di coerenza intellettuale e artistica di questo protagonista
dell’architettura italiana del Novecento. L’organizzazione
dei materiali esposti evidenzia il rapporto tra progettazione
e realizzazione, tra disegno di dettaglio e sua fattibilità
costruttiva, tra architettura e ingegneria.
Nel numero 118-119/2006
di “Rassegna
di Architettura e Urbanistica”,
di cui Gorio per molti anni è stato direttore, sono pubblicati
i progetti esposti nella mostra, unitamente a saggi che evidenziano
l’importante apporto che questo ingegnere-architetto romano
ha saputo dare alla cultura del progetto architettonico e urbanistico
in Italia, nella sua evoluzione dal
neorealismo degli anni quaranta al recupero della dimensione urbana
degli anni settanta-ottanta.
Arnaldo
Bruschi, Mario Manieri
Elia e Carlo Melograni
commenteranno l’opera e il pensiero di Federico
Gorio lunedì 30
gennaio 2006, alle ore 16.30,
nell’Aula del Chiostro alla Facoltà
di Ingegneria della Sapienza, via Eudossiana 18, Roma.
La mostra sarà aperta
dal 19 gennaio al 18 febbraio 2006, dal lunedì al venerdì
ore 10.00/19.00, sabato ore 10.00/13.00. Ingresso gratuito.
Accademia
Nazionale di San Luca
Roma, Piazza dell’Accademia di San Luca, 77
tel.
00 39 06 6798850 –
6790324
e-mail segreteria@accademiasanluca.it
Ufficio stampa Ilaria Loquenzi
tel.
00 39 06 6798848
e-mail press@accademiasanluca.it
Torna
a Eventi |