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WOZ political independent workshop of collaborative design
Palermo, 25 - 30 aprile 2008

WOZ Cogliandro


Woz
è un laboratorio politico indipendente di design collaborativo o, in sostanza, una comunità nomade di designers che tendono a confrontarsi continuamente, a sviluppare idee, a progettare cose, all’interno di una città, con l’appoggio o la collaborazione di chi abita la città. Al suo quinto anno di età Woz nel 2008 si è svolto a Palermo dal 25 al 30 aprile, nel quartiere Albergheria/Ballarò, rimettendo al centro dell’impegno della comunità i valori politici, il cui abuso ne ha determinato, in anni recenti, la perdita di significato. Scrive Vittorio Foa che “non si possono insegnare i valori politici: è necessario viverli. (…) La rinascita di questi valori è possibile solo se ciascuno guarda ai propri passi, pensa a quello che fa, cioè a chi giova e chi danneggia: a questo punto i valori rinascono attraverso l’esperienza. Insomma bisogna pensare a se stessi, ma con gli altri.” In tal senso l’orientamento di un lavoro comunitario è stato inteso, almeno quanto verso una maniera diversa di intendere il compito del designer la cui tensione produttiva dovrà riguardare, nei prossimi anni, un’etica di condivisione delle necessità piuttosto che la risposta ad esigenze industriali che suggeriscono, creandoli dal nulla, valori identitari personali e collettivi.

San Nicoḷ all'Albergheria

E probabilmente va anche rivista la maniera di utilizzare il termine stesso che, nella sua accezione originaria anglofona, significa (come sostantivo): intenzione, piano, scopo, attentato, complotto, figura, struttura di base; e, come verbo (to design): architettare qualcosa, simulare, ideare, organizzare, agire in modo strategico. Se si pensa a questa pluralità di significati, che sono in stretta relazione con quelli di “astuzia” e “insidia”, è evidente, come scrive Vilem Flusser, la figura di “un subdolo cospiratore che tende le sue trappole”; allora la figura del designer si deve trasformare per diventare soggetto politico attivo ovvero, socraticamente, un uomo appassionato che non teme di apparire irragionevole rispetto ad una ragionevolezza sociale fortemente influenzata da modelli asfittici. Non solo. La politica è stata spesso identificata, come ha affermato Pietro Toesca, “con la gestione del potere, inteso a sua volta come funzione elitaria (seppure elettiva), cioè come abdicazione a favore di pochi della prerogativa di tutti (…) e nasce storicamente ed etimologicamente come autogoverno della polis, della città. Ciò che è venuto dopo (…) ha complicato tanto le cose da squalificare, se non distruggere, la politica. E con essa la città.” Il senso del lavoro del Woz, all’interno di porzioni urbane irriconoscibili, identificate come “derive urbane”, sta in questo: nella volontà di pensare, o rifondare, città in cui sia ancora possibile un design politico basato su esperienze collettive e condivise.

Il Woz, curato dall'arch. Domenico Cogliandro, ha riunito in città dal 25 aprile architetti, artisti, studenti, soggetti politici provenienti da tutt'Italia, attenti alla ridefinizione di una qualità complessiva del quartiere Albergheria a Palermo, parte di un tema più ampio, che si dipanerà, dato il nomadismo del Woz, i prossimi anni a Catania e Napoli, sulla presenza delle derive urbane nei centri storici meridiani. Il laboratorio ha un livello progettuale (i bambini della scuola elementare Nuccio, hanno iniziato a progettare con i wozzers a partire dal 26 marzo, indicando le loro ipotesi per migliorare la vita nel quartiere), nucleo fondamentale dell'impegno dei wozzers in questi anni, uno artistico, con la disseminazione di un museo urbano diffuso, e uno comunicativo, con attività aperte alla città per coinvolgere e integrare conoscenze. Le attività del laboratorio sono promosse dall'associazione culturale WozLab/Culture Meridiane, e supportate da diversi soggetti pubblici e privati, tra cui l'Ufficio Grandi Eventi del Comune di Palermo, la casa editrice Biblioteca del Cenide, l'associazione Le vie di Sicilia, lo studio d'architettura AutonomeForme, PaLab. La sera del 27 aprile Palazzo Sclafani ospiterà, grazie all'ospitalità del Comando Regione Militare Sud per la disponibilità ad utilizzare il Salone delle bifore, "Le parole della città", terzo appuntamento off Woz, dopo il film "Diario senza date" di Roberto Andò, proiettato ad Expa, e il concerto "Piano Solo" di Giovanni Mazzarino, eseguito al Kursaal Kalhesa. Quattro soggetti narreranno la città e condurranno l'uditorio attraverso un percorso storico, sentimentale, empatico con lo spirito dei luoghi: Beatrice Agnello, animatrice culturale e letteraria, Marco Rosario Nobile, storico dell'architettura, Daniele Billitteri, scrittore e giornalista, e Davide Enia, autore, regista e attore di teatro che ha preparato una pièce apposta per il Woz. L¹appuntamento è alle ore 20e30, l¹ingresso al palazzo avverrà da Piazza della Vittoria e la partecipazione è gratuita e aperta a tutta la città.


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