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Arti & Architettura 1900-2000


Titolo Arti & Architettura 1900-2000
Luogo Genova, Palazzo Ducale, Piazza Matteotti 9 – Genova e itinerario cittadino
Periodo 2 ottobre 2004 - 13 febbraio 2005
Direzione organizzativa Palazzo Ducale
Curatore
Germano Celant
Progetto grafico Pierluigi Cerri
Progetto dell’allestimento Gae Aulenti
Catalogo Arti & Architettura 1900-2000, Skira editore, Milano, 2004 - curatore Germano Celant - 2 volumi indivisibili, 24 x 28 cm, 808 pagine complessive, 1000 colori e b/n, brossura con cofanetto, ISBN: 8876240071 -
€ 85,00

C’è ancora tempo fino al 13 febbraio 2005 per visitare Arti&Architettura 1900-2000, l’evento che chiude l’anno di Genova capitale europea della cultura. Non si tratta solo di una mostra, che pure ne costituisce la parte preponderante: il curatore Germano Celant ha voluto coinvolgere l’intera città con altre due iniziative, 20 allestimenti effimeri di artisti e architetti e 50 billboard, grandi cartelloni fotografici di 6x3m. L’incontro con queste istallazioni ha l’intento di provocare nello spettatore, casuale o consapevole, reazioni che, superata la prima impressione, lo portino a riconoscere i diversi livelli di lettura e le diverse categorie estetiche dell’oggetto d’arte. La polisemanticità, che l’arte contemporanea esibisce sempre con evidenza, chiamando in causa anche l’architettura in questo caso si incentra sulla relazione spaziale, sul rapporto tra il contenuto e il contenitore urbano. Le Togok Towers di Rem Koolhaas nel cortile di Palazzo Lomellino, i Giardini di vetro di Andrea Branzi in Palazzo Tursi fino alla ricostruzione del Teatro del Mondo di Aldo Rossi tra le palme di Piazza Caricamento dialogano con un contesto decisamente non indifferente.
La mostra più tradizionalmente ospitata nelle sale di
Palazzo Ducale allestite da Gae Aulenti è, a sua volta, suddivisa in due parti: 1900/1950, 1950/2000. Il tema è quello delle contaminazioni, degli ‘sconfinamenti’, tra arti e architettura, impegnate in un progetto, a volte utopico, a volte politico, a volte visionario, di trasformazione estetica della realtà. I percorsi della creatività si intrecciano e utilizzano gli stessi linguaggi ed elementi, volumi, spazio, rapporti di gerarchia, geometria, ecc. Parlare di ‘sconfinamenti’ sembra stabilire l’esistenza di confini ovvero presupporre che l’architettura non sia un’arte. In mancanza di una discussione di questa premessa, la mostra ricapitola tutte le occasioni di osmosi argomentandole con una grande quantità e varietà di materiali importanti: disegni, dipinti, modelli, sculture, fotografie e filmati. L’iter espositivo si svolge nel panorama internazionale cronologicamente a partire dalle avanguardie storiche, diventa a tratti labirintico, quando si moltiplicano i passaggi tre le sale e poi prosegue al primo piano dove propone uno sguardo più ravvicinato al passato recente e alla contemporaneità. Nella mole di oggetti e informazioni sembra soccombere lo sguardo critico a favore di una offerta enciclopedica che sazia ma non soddisfa pienamente.

Maddalena Libertini

Mappa delle installazioni urbane

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