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Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia


Autore a cura di Cesare de Seta e Alfredo Buccaro
Titolo Iconografia delle città in Campania. Napoli e i centri della provincia
Luogo Napoli
Editore Electa Napoli
Anno di edizione 2006
N. delle pagine 416
codice ISBN 88-510-0324-6
Costo di copertina € 60.00

Iconografia Napoli

 

Il libro è il risultato di un progetto finanziato dalla Regione Campania che ha impegnato il Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Si tratta di una ricca schedatura del patrimonio cartografico e vedutistico di Napoli e dei centri della sua provincia, frutto del capillare lavoro di indagine sull’iconografia urbana operato dal gruppo di ricerca del Centro fridericiano, a cui ha fatto di recente seguito la rassegna riferita alle altre province della Campania. Al di là della bella veste editoriale del prodotto, il lavoro è un censimento rigoroso e sistematico del materiale consultato presso musei, archivi, biblioteche e collezioni private nazionali e non solo. Il volume raccoglie finalmente quel corpus di dati storici e scientifici imprescindibile per ogni analisi critica sulla struttura urbana e territoriale e per le ipotesi di recupero di Napoli e per i centri della sua provincia.
Sulla scia della fortunata stagione critica per gli studi sulla pittura di paesaggio che da Raffaello Causa giunge ai giorni nostri e sulla base della pluridecennale esperienza storico-artistica nel campo dell’iconografia e del vedutismo di Cesare de Seta, il libro indaga la tradizione cartografica d'ambito napoletano, ricca di una produzione cospicua e ininterrotta di piante e vedute di città, realizzate in massima parte tra il XV e il XIX secolo.
La pubblicazione è divisa in una prima parte a carattere generale, in cui si analizzano i diversi aspetti dell’iconografia urbana dal XV secolo al primo dopoguerra. In dettaglio, nei saggi sono presenti i diversi studi sui centri minori della Campania di Leonardo Di Mauro; l’analisi puntuale della cartografia di Alfredo Buccaro; la ricerca sulle tecniche e i metodi di rappresentazione della città di Daniela Stroffolino; gli studi sul vedutismo tra il Seicento e il Settecento di Paola Carla Verde e Gian Giotto Borrelli; e, infine, l’approfondimento critico sulla trasformazione dell’immagine urbana nel Novecento di Marco Iuliano. Nella seconda parte si indaga in particolare l’iconografia dei luoghi nelle rispettive singolarità comunali, nel dettaglio i contributi sono di: Maria Iaccarino per Napoli, Salvatore Di Liello per i Campi Flegrei, Roberto Parisi per Pozzuoli, Francesca Capano per Ischia, Gaetano Amodio per l’area vesuviana, Giulia Cantabene per Nola, Petrana Miltenov per Pompei, Gabriella Musto per Castellammare di Stabia, Rossano Astarita per Sorrento e Olga Ghiringhelli per Capri.
Dall’analisi si comprende come gli artisti ricalchino il più delle volte modelli iconografici consolidati nel contesto italiano ed europeo, proponendo sovente punti di vista originali e offrendo così spunti innovativi ai fini di una storia iconografica ed evolutiva dei centri urbani rappresentati. Nel caso napoletano, la raffigurazione urbana appare quasi monotona. Fino al XII secolo la città è rappresentata prospettante sul mare e ritratta al suo interno nelle sedi del potere o nei luoghi celebri per essere stati teatro di eventi storici, con uno scopo principalmente documentaristico e/o celebrativo. Dopo la ripresa dell’attività vulcanica del Vesuvio e il rinnovato protagonismo monumentale del paesaggio del golfo durante gli anni del Grand Tour, nella seconda metà del Settecento inizia la raffigurazione della città dalle colline al suo contorno, mentre nell’Ottocento i pittori si distribuiranno per ogni angolo interno ed esterno della capitale, alla ricerca degli aspetti più vari e pittoreschi e dalla città verso i centri grandi e piccoli della Campania e tutto il suo territorio: dall’estrema propaggine dell’antica piana agricola alle pendici montuose della costiera sorrentina.
Inoltre, la schedatura rappresenta per gli organi preposti alla tutela, alla gestione e alla valorizzazione del territorio, una concreta base analitica per una politica tesa alla conservazione delle identità urbane e alla programmazione di auspicabili interventi di recupero delle città storiche e del paesaggio. Un archivio informatizzato generale, che si spera possa essere esteso ad altre realtà italiane e un esempio tipologico per la ricerca iconografica a scala europea.
Pur senza alcuna presunzione di completezza, la cospicua banca dati così ricavata fa di questo primo volume uno strumento di consultazione e di ricerca basilare per chiunque si occupi della storia dei centri urbani di Napoli e della provincia partenopea, consentendo anche opportuni raffronti e scambi culturali con istituzioni operanti nel medesimo ambito d’interesse scientifico. Il libro presenta, infine, un repertorio bibliografico distinto per luoghi e uno generale di riferimento e i sempre più rari indici dei nomi e dei luoghi, utili apparati di ricerca per gli studiosi.

Massimo Visone

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